giovedì, maggio 19, 2005

Confidenze troppo intime


Lei va dallo psicanalista e confida i suoi problemi più intimi all'uomo che spera la possa aiutare, ma lui fa il consulente fiscale e non ha il coraggio di dirle che è entrata nello studio sbagliato sin dalla prima volta.
Un bel film di Leconte, che si conferma un buon regista. Asciutto, classico, girato quasi tutto in interni, lineare, ma anche molto complesso a livello di sceneggiatura.
La vicenda viene vista attraverso gli occhi del protagonista che, come lo spettatore, poco o nulla sa della donna che viene di volta in volta a trovarlo. Leconte comunque non rinuncia a momenti da commedia, che ben si adattano alla pellicola.
Il film è sicuramente riuscito, anche se i personaggi di contorno (la sua ex donna, il marito di lei) non sono sviluppati al meglio. Il meglio del film è costituito appunto dai fugaci incontri tra la nervosa Bonneire e il protagonista Fabrice Luchini.
In sostanza è un film che privilegia al 90% gli interni, in cui contano molto, oltre alle parole, le faccie e gli sguardi dei due (bravissimi) protagonisti. 7/8
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