mercoledì, giugno 01, 2005

La foresta dei pugnali volanti


Dopo il successo di Hero Zhang Yimou ritorna a prendere le redini di un film apparentemente incentrato solo su combattimenti e arti marziali, nell'affascinante sfondo storico della Cina delle grandi dinastie. L'intera pellicola si rivela da subito straordinariamente pittorica ed espressiva. Colori vivaci, costumi importanti e dinamici, ed una generale importanza alla scenografia servono a fotografare, a volte in modo davvero suggestivo, l'incredibile bellezza storica del periodo in cui la vicenda si svolge. Inoltre una struttura narrativa di stampo teatrale, quasi shakespeariana, alimenta moltissimo il coinvolgimento emotivo dello spettatore che si rivela più attento e consapevole rispetto al precedente titolo Hero. Tutta la vicenda potrebbe essere divisa in atti e scene, a cui manca però un sipario, invisibile e trasformato semmai in montaggio continuo, equilibrato ma serrato. Se la regia è ottima bisogna dare atto che le recitazioni dei tre protagonisti non sono da meno: specialmente quelle dei personaggi principali Takeshi Kaneshiro e Zhang Ziyi, che in questo film sono in vero stato di grazia. Fotografia entusiasmante. 8
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