Sin City

Noir? Horror? Thriller? Cartoon? Fantasy? Sin City è tutto questo e il contrario di tutto: è un frullato di generi, un esercizio di stile talmente improbabile da risultare, a suo modo, affascinante e indimenticabile (nel senso esatto della parola: un film che non si dimentica, che resta, a seconda delle preferenze, nel cervello, nello stomaco o nel cuore di chi lo guarda). Sin City è basato su una fortunata collana di storie a fumetti firmate da Frank Miller, che Rodriguez ha voluto non solo come “consulente”, ma addirittura come co-regista. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ne è venuto fuori non un film “tratto” da un fumetto, ma un fumetto vero e proprio, una storyboard portata direttamente sul grande schermo grazie alla tecnologia digitale e al coraggio di un regista visionario e spiazzante, allievo prediletto di Quentin Tarantino. Sin City non è un film pretestuoso, è un pittoresco e coinvolgente fumettone dark che ha il grande pregio di non prendersi mai sul serio, dove il regista punta esclusivamente a sorprendere chi guarda, riuscendovi peraltro quasi sempre. Ma sarebbe sbagliato vedere in questo tripudio di sparatorie, teste mozzate e parlanti, torture, mutilazioni e ogni altro splatter solo una divertente parodia dei film di “serie Z” degli anni '50: è un film estremamente interessante, dove nulla è lascito al caso, dove tutto è perfetto nei minimi dettagli, e dove le citazioni filmiche sono eleganti e non invadenti. Bruce Willis è carismatico e bravissimo come sempre. Mickey Rourke è quasi commovente sotto la montagna di trucco che lo rende pressochè irriconoscibile. Clive Owen è una vera e propria faccia da noir, ma anche Benicio Del Toro, Michael Madsen e perfino Rutger Hauer non sono da meno. Per non parlare delle donne,truculente e bellissime: Rosario Dawson e Jessica Alba. 9
P.S. Chi non ama il Pulp con ironia Noir si astenga dal vederlo
Movie Maniacs

1 Comments:
Già!Quoto tutto quello che hai scritto. Un capolavoro.
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